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Sicurezza: truffe, dati e venditori non autorizzati

Un servizio che tratta ricette e pagamenti attira due tipi di tentativi: chi prova a farsi passare per il servizio e chi prova a vendere medicinali fuori dal canale legale. Entrambi funzionano sulla fretta, e si riconoscono con poche regole fisse.

Che cosa non viene mai chiesto

Nessun operatore, in nessun canale, chiede il numero completo della carta di pagamento, il codice di sicurezza sul retro, un codice ricevuto via SMS o le credenziali dell’account. Non è una questione di policy interna: sono dati che il servizio non ha bisogno di conoscere, perché i pagamenti passano dai prestatori di servizi di pagamento e la piattaforma non conserva i numeri delle carte.

Una richiesta di questo tipo, da qualunque canale arrivi e con qualunque motivazione sia accompagnata — un ordine da sbloccare, un rimborso da elaborare, una verifica di sicurezza — è un tentativo di truffa. Il comportamento corretto è chiudere la conversazione e segnalarla dal numero verde 800 628 102.

Come riconoscere una comunicazione autentica

Le comunicazioni sullo stato di un ordine arrivano all’indirizzo e al numero indicati al momento dell’ordine, e rimandano sempre all’area personale per i dettagli. Non contengono richieste di pagamento aggiuntivo tramite link esterni, non minacciano la cancellazione dell’ordine entro poche ore e non chiedono di confermare dati già forniti.

Il messaggio che chiede di pagare un supplemento per sbloccare una consegna è il modello più diffuso e il più semplice da smontare: il contributo per la consegna è indicato prima della conferma dell’ordine e non cambia dopo. Un addebito successivo non esiste.

Nel dubbio il percorso sicuro è sempre lo stesso, e non prevede di decidere se un messaggio sia autentico: si apre l’applicazione o si digita l’indirizzo del sito, si entra nella propria area e si controlla lo stato dell’ordine lì, senza seguire link ricevuti.

Che cosa non si invia dai canali social

I profili ufficiali servono a comunicazioni e domande generali, non alla gestione di un ordine. Numero della ricetta elettronica, codice fiscale, fotografie di prescrizioni, referti e qualsiasi dato relativo alla salute non vanno inviati tramite messaggi su piattaforme social: non sono canali pensati per trattare dati sanitari e la conversazione resta archiviata su sistemi di terze parti.

Lo stesso vale per le richieste sui propri dati personali: si inoltrano dai canali indicati nella privacy policy, senza allegare documenti sanitari che non servono a trattarle.

Profili e indirizzi autentici

I canali ufficiali sono tre, e vale la pena controllarli una volta invece di fidarsi del profilo che scrive per primo: LinkedIn, Instagram e Facebook. Un profilo con nome simile, creato di recente e con pochi contenuti, non appartiene al servizio anche quando usa lo stesso marchio.

Le applicazioni si scaricano soltanto dagli store ufficiali per iOS e Android. Un file di installazione ricevuto per messaggio non è l’app del servizio, qualunque cosa dica il messaggio che lo accompagna.

Siti che vendono medicinali senza ricetta

Un sito che offre medicinali soggetti a prescrizione senza chiedere la ricetta sta operando fuori dalle regole, e questo è già tutto quello che serve sapere sulla qualità di quello che spedisce: fuori dal canale legale non esiste nessun controllo su principio attivo, dosaggio e conservazione. I prodotti più imitati sono proprio quelli che le persone preferiscono comprare senza passare dal medico.

La verifica richiede due minuti e parte dall’elenco ufficiale, non dal sito da verificare: come si fa è spiegato nella pagina sulle autorizzazioni. Un sospetto su un venditore o su una confezione va segnalato alle autorità sanitarie; una sospetta reazione avversa segue invece il percorso della farmacovigilanza.

L’account e il dispositivo

L’account è personale e contiene dati relativi alla salute: le ricette inserite, i prodotti ordinati, l’indirizzo di consegna. Una password usata altrove è il modo più comune con cui un account viene perso, perché basta che sia stata esposta in una violazione di un altro servizio. Conviene una password dedicata e, dove disponibile, la verifica in due passaggi.

Se il dispositivo viene smarrito o si sospetta un accesso non autorizzato, la cosa da fare per prima è cambiare la password e controllare gli ordini recenti nell’area personale; la segnalazione al servizio arriva subito dopo, dal numero verde.

Le indicazioni per riconoscere le farmacie online autorizzate e i rischi dei medicinali falsificati sono pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute.

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