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Orecchio

Il cotton fioc spinge il cerume più in dentro di quanto ne tolga: è la prima causa dei tappi che poi vanno rimossi in ambulatorio.

Il cerume non è sporcizia. È una secrezione che protegge il condotto, lo mantiene acido e ostacola batteri e funghi, e il condotto si pulisce da solo spostandolo verso l’esterno con il movimento della mandibola. Il problema nasce quando lo si spinge indietro: il cotton fioc rimuove la parte superficiale e compatta il resto contro il timpano, dove nessun movimento naturale lo riporta fuori.

Cerume: quando toglierlo e quando lasciarlo

Il cerume va trattato soltanto quando forma un tappo che riduce l’udito o dà senso di orecchio pieno, acufene o vertigine. In assenza di questi segni non c’è niente da rimuovere, e la pulizia preventiva è proprio il gesto che crea il tappo.

Le gocce disponibili agiscono in due modi: alcune ammorbidiscono il tappo per facilitarne l’espulsione — basi oleose, glicerolo — altre lo disgregano, come il perossido di urea. In entrambi i casi servono alcuni giorni di applicazione costante e il risultato non è immediato; funzionano al meglio come preparazione al lavaggio ambulatoriale, che resta il modo con cui un tappo vero viene rimosso. Non si usano in presenza di dolore o secrezione.

Due condizioni vietano del tutto gocce e irrigazioni: una perforazione del timpano, anche vecchia e asintomatica, e la presenza di un drenaggio transtimpanico. In quei casi il liquido raggiunge l’orecchio medio. Lo stesso vale dopo un intervento all’orecchio, finché l’otorino non dà il via libera.

I bastoncini cotonati spingono il cerume più in profondità ed espongono a lesioni del condotto e del timpano. I coni auricolari non hanno alcuna efficacia dimostrata: il materiale scuro che si trova nel cono dopo l’uso proviene dalla combustione del cono stesso, e in compenso provocano ustioni e depositi di cera nel condotto.

COSA AIUTA Gocce emollienti per qualche giorno di seguito Poi il lavaggio ambulatoriale COSA PEGGIORA Bastoncini cotonati e coni auricolari Spingono il tappo più a fondo Mai gocce o irrigazioni con il timpano perforato.
Il cerume protegge il condotto e viene espulso da solo: si tratta soltanto quando forma un tappo che riduce l’udito o dà senso di orecchio pieno, acufene o vertigine.

Otite esterna, quella dell’estate

Dolore che aumenta tirando il padiglione o premendo il trago, prurito e senso di orecchio pieno dopo giorni di mare o piscina: è il quadro tipico dell’otite esterna, e quel segno è anche quello che la distingue dall’otite media, dove premere da fuori non cambia il dolore. L’umidità persistente altera la barriera protettiva del condotto, e i microtraumi da pulizia fanno il resto.

La prevenzione è concreta e poco praticata: asciugare bene l’orecchio dopo il bagno inclinando la testa, non pulire il condotto nei giorni di maggiore esposizione all’acqua, usare tappi per chi fa molte immersioni. Le gocce a base di alcol e acido acetico hanno un ruolo preventivo in chi ha episodi ricorrenti, ma non si usano a timpano perforato. Quando l’infezione è in atto servono gocce specifiche, e la scelta dipende dall’integrità del timpano: la decide il medico.

Dolore nei bambini

L’otite media acuta è frequente nei primi anni di vita e spesso segue un raffreddore. Il dolore si gestisce subito con un analgesico adeguato al peso, mentre l’antibiotico non è automatico: nei bambini più grandi e nei casi non gravi si adotta spesso un’attesa vigile di quarantotto ore, perché buona parte degli episodi si risolve da sola. Un bambino sotto i due anni, con febbre alta o con secrezione dall’orecchio, va invece visitato subito.

Aereo, montagna e immersioni

Il dolore all’orecchio in aereo non dipende dalla quota ma dalla velocità con cui cambia la pressione, e il momento critico è la discesa, non il decollo. La tromba di Eustachio deve aprirsi per pareggiare la pressione dietro il timpano; se è gonfia per un raffreddore o un’allergia non si apre, e il timpano si incurva verso l’interno. Il risultato va dall’orecchio ottuso per qualche ora al versamento con calo dell’udito per settimane.

Quello che funziona è semplice: deglutire, sbadigliare, masticare qualcosa durante tutta la discesa, e soffiare con il naso chiuso e la bocca chiusa in modo delicato, più volte, senza forzare. Un adulto con il naso molto chiuso può usare uno spray decongestionante circa mezz’ora prima della discesa, tenendo conto del limite dei pochi giorni di uso. Ai bambini conviene far bere o succhiare durante tutta la fase finale del volo, perché il riflesso di deglutizione fa il lavoro al posto loro; svegliarli per questo è giustificato, perché dormendo non deglutiscono.

Chi ha un’otite in corso o un timpano perforato dovrebbe rimandare un’immersione subacquea e parlarne con l’otorino prima di volare. Un dolore che resta forte dopo l’atterraggio, un calo dell’udito che non passa in qualche ora o la comparsa di vertigine vanno fatti vedere.

Ronzii e calo dell’udito

Un acufene che compare all’improvviso insieme a una riduzione dell’udito da un solo lato non è un disturbo da rimandare: la sordità improvvisa è una condizione in cui la terapia è tanto più efficace quanto prima inizia, nell’ordine dei giorni. Un acufene cronico, invece, ha un percorso diverso, che passa dalla valutazione audiologica e, quando serve, da protesi acustiche.

Il calo dell’udito legato all’età si installa così lentamente che chi ne è interessato è l’ultimo ad accorgersene: il primo segnale non è il volume ma la difficoltà a seguire una conversazione in un locale rumoroso, e spesso è un familiare a notarlo prima. L’esame audiometrico è rapido e non invasivo, e rimandarlo di anni non è neutro, perché una privazione uditiva prolungata rende poi più difficile l’adattamento alla protesi. Nessun integratore ha dimostrato di recuperare udito già perso.

Proteggere l’udito

Il danno da rumore è cumulativo e irreversibile: le cellule ciliate non si rigenerano. Conta la combinazione di intensità e durata, e un concerto o una giornata con attrezzi da lavoro possono valere settimane di esposizione moderata; concerti, utensili e auricolari ad alto volume incidono tutti sullo stesso conto. Un fischio o un’ovattamento dopo l’esposizione sono il segnale che il limite è stato superato.

I tappi in schiuma attenuano molto ma distorcono il suono; quelli a filtro acustico abbassano il volume mantenendo la qualità e sono la scelta sensata per chi suona o frequenta spesso ambienti rumorosi. Per chi lavora con macchinari le cuffie danno un’attenuazione maggiore e più costante.

Segnali da non rimandare

  • Perdita improvvisa dell’udito da un orecchio: è un’urgenza e il tempo di intervento conta.
  • Dolore intenso con febbre, soprattutto nei bambini.
  • Secrezione purulenta o con sangue.
  • Vertigine con nausea e instabilità.
  • Acufene comparso di recente in un solo orecchio.
  • Corpo estraneo: non si tenta di estrarlo da soli.

Domande ricorrenti

Si può usare l’acqua ossigenata per il cerume?

È una pratica diffusa e poco consigliabile: irrita la cute del condotto, che è sottile e si infiamma facilmente, e in caso di timpano perforato o di tubicino timpanico non va introdotta in nessun caso. I prodotti pensati per questo sono a base di oli o di soluzioni saline, e sono anche meno aggressivi.

Gli auricolari in-ear danneggiano l’udito?

Non per il fatto di stare nel condotto, ma per il volume che permettono di tenere in ambienti rumorosi. Il riferimento pratico è non superare il sessanta per cento del volume massimo per più di sessanta minuti di seguito; in treno o in metropolitana le cuffie che isolano permettono di ascoltare più piano, non più forte.

Per quanti giorni si può usare uno spray per il cerume?

Tre o quattro giorni, al massimo cinque: servono ad ammorbidire il tappo, non a espellerlo. Se dopo quel periodo l’orecchio è ancora chiuso, il passaggio successivo è la rimozione da parte di chi può guardare dentro il condotto. Insistere per settimane macera la cute e prepara un’otite esterna.

Si può nuotare con il timpano perforato?

No, non senza indicazione dello specialista: l’acqua che passa in orecchio medio porta infezione. Chi ha una perforazione nota o un tubicino usa tappi su misura e, in ogni caso, concorda con l’otorino che cosa è possibile.

Per dormire sono meglio i tappi in cera o in silicone?

La cera si modella sul condotto e in genere isola di più, ma si deforma con il calore e va sostituita spesso. Il silicone preformato è più pratico e lavabile, con un’attenuazione un po’ inferiore. In entrambi i casi conta l’inserimento: un tappo appoggiato all’ingresso non attenua quasi nulla.

Le indicazioni sulla prevenzione del danno uditivo da esposizione al rumore sono raccolte dall’Organizzazione mondiale della sanità.