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Antivirali e antimicotici

In questa famiglia il tempismo conta più della dose. L'aciclovir sull'herpes labiale funziona se applicato nelle prime ore, quando compaiono formicolio e tensione, e serve a poco quando la vescicola è già aperta. Il mebendazolo contro gli ossiuri richiede una seconda somministrazione a distanza di due settimane, perché la prima non tocca le uova. La scabbia impone di trattare tutti i conviventi lo stesso giorno, sintomatici o meno.

Virus, funghi e parassiti sono organismi del tutto diversi e nessun farmaco agisce su più di una categoria. È la ragione per cui un antibiotico non fa nulla su un herpes e un antimicotico non fa nulla su un'infestazione intestinale: non è una questione di potenza, è una questione di bersaglio.

Antivirali e antimicotici: le schede disponibili

Herpes: labiale, genitale, zoster

Lo stesso principio attivo copre tre quadri con dosaggi e durate molto diverse. Per l'herpes labiale ricorrente la crema al 5% applicata cinque volte al giorno è sufficiente nelle forme lievi; nelle recidive frequenti il medico può passare alla via orale. L'herpes genitale richiede sempre il trattamento sistemico. L'herpes zoster — il fuoco di Sant'Antonio — è il caso in cui la finestra temporale è stretta: iniziare entro settantadue ore dalla comparsa delle vescicole riduce in modo significativo il rischio di nevralgia post-erpetica, che può durare mesi. Le schede di riferimento sono aciclovir compresse e aciclovir crema.

Candida

Una candidosi vaginale isolata risponde spesso a una singola dose orale di fluconazolo o a un trattamento locale di pochi giorni. Il quadro cambia quando gli episodi sono quattro o più all'anno: lì serve un ciclo di mantenimento prolungato e, soprattutto, un'indagine sulle condizioni che la favoriscono — diabete non diagnosticato, terapie antibiotiche ripetute, terapie immunosoppressive. Trattare ogni episodio come se fosse il primo è il motivo per cui alcune donne convivono per anni con lo stesso problema. La scheda è fluconazolo.

Ossiuri e parassiti intestinali

Gli ossiuri sono la parassitosi più comune in età scolare e si riconoscono dal prurito anale notturno. Il trattamento va esteso a tutta la famiglia, perché la trasmissione avviene per via oro-fecale e le uova resistono giorni sulle superfici. Alla terapia va affiancato il lavaggio ad alta temperatura di biancheria e lenzuola e il taglio corto delle unghie nei bambini. La scheda del mebendazolo riporta la posologia per adulti e bambini e il perché della seconda dose.

Scabbia e rosacea: due usi dell'ivermectina

La scabbia richiede il trattamento simultaneo di tutti i conviventi e il lavaggio a sessanta gradi di indumenti e biancheria; il prurito può persistere per settimane dopo l'eradicazione, e questo non significa fallimento della terapia. La stessa molecola, in crema a bassa concentrazione, è usata nella rosacea papulo-pustolosa con un meccanismo del tutto diverso. La scheda dell'ivermectina distingue i due impieghi.

Quando l'antivirale non serve

Raffreddore e influenza non si trattano con antivirali nella maggior parte delle persone sane: gli antivirali specifici per l'influenza hanno una finestra di poche ore dall'esordio e sono riservati a soggetti a rischio. Nel resto dei casi la gestione è sintomatica, e le opzioni sono nell'area vie respiratorie del catalogo.

Le schede tecniche degli antivirali e degli antimicotici autorizzati in Italia sono consultabili nella banca dati dell'Agenzia Italiana del Farmaco.