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Antibiotici

Un antibiotico si sceglie in base al batterio probabile e alla sede dell'infezione, non in base a quanto ci si sente male. È questa la ragione per cui lo stesso mal di gola può richiedere amoxicillina in un caso e nessun farmaco nell'altro: la differenza la fa l'origine batterica o virale, che si valuta con l'esame clinico e, quando serve, con un tampone o una coltura.

Tutti gli antibiotici di questa categoria sono soggetti a prescrizione medica. La durata indicata dal medico va completata anche quando i sintomi spariscono dopo due giorni: interrompere lascia in vita i batteri meno sensibili, che sono esattamente quelli che si vuole evitare di selezionare. L'Italia è fra i paesi europei con il più alto consumo di antibiotici e con i tassi di resistenza peggiori, e la seconda cosa discende dalla prima.

Antibiotici: le schede disponibili

A che cosa serve ciascuno

Principio attivoImpieghi tipiciNota pratica
AmoxicillinaVie respiratorie, otiti, infezioni dentaliPrima scelta in molte situazioni; attenzione alle allergie alle penicilline
AzitromicinaRespiratorie, alcune infezioni sessualmente trasmesseCicli brevi, resta attiva nei tessuti per giorni
CiprofloxacinaVie urinarie complicate, prostatitiFluorochinolone: rischio di tendinopatia, uso limitato dalle autorità regolatorie
CotrimossazoloCistiti, alcune infezioni specificheInteragisce con warfarin e metotrexato
DoxiciclinaAcne, infezioni atipiche, malattie trasmesse da zeccheFotosensibilizzante; non si assume sdraiati
MetronidazoloAnaerobi, vaginosi, infezioni dentali e intestinaliMai con alcol, nemmeno il giorno dopo

Le cose che cambiano l'esito di una terapia

Gli orari. «Tre volte al giorno» significa ogni otto ore, non tre volte quando capita: la concentrazione deve restare sopra una soglia per tutto il periodo. Il cibo. Alcuni antibiotici si assorbono meglio a stomaco vuoto, altri danno meno disturbi gastrici a stomaco pieno; il foglietto lo specifica. Il calcio. Latte, latticini e integratori di calcio, ferro e magnesio legano tetracicline e chinoloni e ne riducono l'assorbimento: vanno distanziati di almeno due ore.

Effetti collaterali che vale la pena riconoscere

La diarrea associata agli antibiotici è comune e di solito lieve. Diventa un problema quando compare diarrea acquosa abbondante con febbre e dolore addominale durante o dopo la terapia: può essere un'infezione da Clostridioides difficile, che richiede una valutazione rapida e un trattamento specifico. I fermenti lattici assunti a distanza dall'antibiotico riducono la frequenza dei disturbi intestinali lievi.

Le reazioni allergiche vere — orticaria diffusa, gonfiore del volto, difficoltà respiratoria — impongono l'interruzione e il pronto soccorso. Un'intolleranza gastrica, invece, non è un'allergia, e dichiararsi allergici alle penicilline senza esserlo preclude per anni l'accesso agli antibiotici più efficaci e meno dannosi.

Avanzi di antibiotico

Una confezione aperta e non finita non è una scorta. Il principio attivo può non essere adatto all'infezione successiva, il dosaggio residuo è quasi sempre insufficiente per un ciclo completo, e l'autoprescrizione è una delle cause principali di resistenza. Gli avanzi vanno negli appositi contenitori in farmacia.

Per le infezioni virali, dove gli antibiotici non hanno alcun ruolo, la categoria di riferimento è antivirali e antimicotici.

I dati italiani sull'antibiotico-resistenza e sul consumo di antibiotici sono pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità su EpiCentro.