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Allergie e respirazione

Il dato più utile di questa categoria è un numero: se il broncodilatatore a rapida azione serve più di due volte a settimana, l'asma non è controllata e la terapia di fondo va rivista. Non è un'opinione, è il criterio con cui le linee guida internazionali valutano il controllo della malattia, ed è anche il motivo per cui un inalatore che «finisce in fretta» è un'informazione clinica, non una questione di costo.

Sul fronte allergico la regola è l'anticipo. Gli antistaminici orali funzionano meglio se iniziati prima dell'esposizione — qualche giorno prima del picco pollinico della specie a cui si è sensibili — invece che quando i sintomi sono già al massimo.

Allergie e respirazione: le schede disponibili

L'inalatore usato male

Gran parte dei fallimenti terapeutici nell'asma dipende dalla tecnica, non dal farmaco. Gli errori ricorrenti sono quattro: non agitare la bomboletta, non espirare completamente prima di inalare, premere e inspirare in momenti diversi, non trattenere il respiro per una decina di secondi dopo. Il distanziatore risolve quasi tutti questi problemi ed è particolarmente utile nei bambini e negli anziani. Vale la pena farsi guardare mentre si usa l'inalatore almeno una volta all'anno: la tecnica si degrada senza che ce se ne accorga.

Salbutamolo: al bisogno, non di routine

Il salbutamolo rilassa la muscolatura bronchiale in pochi minuti e dura alcune ore. Non ha effetto antinfiammatorio, quindi non agisce sulla causa dell'ostruzione nell'asma persistente. Tremore fine alle mani, palpitazioni e nervosismo sono effetti attesi alle dosi elevate e tendono ad attenuarsi. Le due schede disponibili coprono le formulazioni principali: inalatore pressurizzato e compresse e sciroppo, queste ultime oggi poco usate proprio perché a parità di effetto broncodilatatore danno più effetti sistemici.

Antistaminici: prima e seconda generazione

Le molecole di prima generazione attraversano la barriera ematoencefalica e danno sonnolenza marcata; quelle di seconda — cetirizina, loratadina, fexofenadina — sono molto meno sedative e si assumono una volta al giorno. La cetirizina resta leggermente più sedativa delle altre in una parte delle persone, il che la rende adatta alla somministrazione serale quando il prurito disturba il sonno. Raddoppiare la dose di propria iniziativa è una pratica diffusa che va concordata: in alcune indicazioni dermatologiche è prevista, in altre no.

Quando l'allergia diventa un'altra cosa

La rinite allergica non trattata per anni predispone all'asma, e la comparsa di tosse secca notturna o di respiro corto sotto sforzo in un allergico va riferita al medico. Sul versante opposto, orticaria diffusa con gonfiore di labbra o lingua, difficoltà a deglutire o respiro sibilante dopo l'esposizione a un alimento, a un farmaco o a una puntura è un quadro anafilattico: si chiama il 112, si usa l'adrenalina autoiniettabile se prescritta, non si aspetta l'effetto dell'antistaminico.

Per i sintomi respiratori di origine non allergica, le opzioni da banco sono raccolte nell'area vie respiratorie.

Il monitoraggio dei pollini e i dati epidemiologici italiani sull'asma sono raccolti dall'Istituto Superiore di Sanità su EpiCentro.