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Un misuratore di pressione da braccio costa poco più di uno da polso e dà un numero su cui il medico può lavorare davvero.

I dispositivi che si tengono in casa hanno un valore che dipende quasi interamente da come vengono usati. Un misuratore di pressione da polso, tenuto all’altezza sbagliata, produce numeri che nessun cardiologo può usare; lo stesso apparecchio al braccio, con il bracciale della misura giusta e dopo cinque minuti di riposo seduti, dà un dato clinicamente utile. La differenza non è il prezzo, è il metodo.

Misurare la pressione in modo corretto

  • Seduti da almeno cinque minuti, schiena appoggiata, piedi a terra, gambe non accavallate.
  • Braccio appoggiato all’altezza del cuore, bracciale sulla pelle nuda.
  • Niente caffè, sigaretta o esercizio nella mezz’ora precedente, e nessuna conversazione durante la rilevazione.
  • Due o tre misurazioni a un minuto di distanza, annotando la media delle ultime due e non la più bassa.
  • Stesso orario ogni giorno, mattina e sera, per almeno una settimana prima di una visita.

Il bracciale è la variabile più trascurata: su un braccio robusto, un bracciale standard sovrastima la pressione in modo rilevante, mentre uno troppo grande la sottostima. La misura si prende con un metro da sarto a metà braccio e si confronta con l’intervallo stampato sul bracciale stesso. Gli apparecchi da polso sono più sensibili alla posizione e, quando si può scegliere, si preferisce il bracciale.

Una lettura isolata alta non è una diagnosi, e nemmeno un motivo per ripetere la misura dieci volte di seguito, cosa che tende ad alzare ulteriormente i valori. Quello che serve al medico è una serie di letture su più giorni, annotate con data e ora.

1 Seduti da almeno cinque minuti, schiena appoggiata e piedi a terra 2 Braccio sostenuto all’altezza del cuore, bracciale sulla pelle nuda 3 Bracciale della misura giusta: su un braccio robusto sovrastima 4 Niente caffè, sigaretta o sforzo nella mezz’ora precedente 5 Due misurazioni a un minuto di distanza, si annota la media
La differenza fra un numero utile al medico e un numero inservibile non sta nel prezzo dell’apparecchio ma nel metodo: stesso orario ogni giorno, per almeno una settimana prima della visita.

Termometri

I termometri digitali ascellari sono i più economici e richiedono il tempo indicato dal produttore, non pochi secondi: rispettandolo, restano più affidabili di quanto si creda. Quelli a infrarossi frontali e auricolari sono rapidi ma sensibili a correnti d’aria, sudore, cerume e passaggio da ambienti freddi. Nei bambini piccoli la misurazione più precisa resta quella rettale, che però molti pediatri riservano ai casi dubbi.

Quello che conta clinicamente non è il decimo di grado, ma l’andamento nelle ore e lo stato generale della persona: una febbre che risale dopo essere scesa racconta più di un numero isolato, e un bambino con 38 che gioca preoccupa meno di uno con 37,5 che non si alza.

Saturimetri

Misurano la percentuale di ossigeno legato all’emoglobina. Smalto scuro, unghie finte, mani fredde e movimento falsano la lettura, e il valore va preso dopo qualche secondo di stabilizzazione; con le estremità fredde si riscalda la mano e si ripete. Sono utili in chi ha una malattia respiratoria cronica e un’indicazione a monitorarsi; usarli senza motivo in una persona sana produce solo ansia da decimale.

È uno strumento di monitoraggio, non di diagnosi: un valore normale non esclude un problema respiratorio, e un valore basso in presenza di affanno è un motivo per chiamare, non per ripetere la misura dieci volte.

Glucometro e strisce

Un glucometro non si valuta sul prezzo dell’apparecchio ma sul costo e sulla reperibilità delle strisce, perché l’apparecchio dura anni e le strisce si consumano ogni giorno, sono specifiche di quel modello e hanno una scadenza propria, oltre a una seconda scadenza — breve — che parte dall’apertura del flacone. Le strisce lasciate fuori dal contenitore o scadute danno valori falsamente alti o bassi senza alcun segnale di errore.

Sulla tecnica, tre dettagli spiegano la maggior parte delle letture incoerenti. Le mani si lavano con acqua e sapone e si asciugano: il disinfettante alcolico residuo altera il risultato, e una traccia di frutta sul dito può produrre un valore altissimo. La goccia si preleva dal lato del dito, non dal centro del polpastrello, dove fa più male e dove le punture ripetute lasciano callosità. E la prima goccia va bene, non serve scartarla, ma spremere il dito per ottenerla diluisce il sangue e abbassa il valore.

I dispositivi a monitoraggio continuo, con il sensore sul braccio, hanno un ritardo fisiologico di qualche minuto rispetto al sangue capillare: durante una variazione rapida, o quando il valore mostrato non corrisponde a come si sente la persona, la verifica si fa con il pungidito. In Italia glucometri, strisce e sensori per le persone con diabete sono distribuiti dalle aziende sanitarie secondo piani regionali, quindi prima di acquistarli conviene verificare cosa spetta.

L’armadietto che serve davvero

Un armadietto domestico sensato è piccolo, e tutto il resto conviene acquistarlo quando serve: la scelta giusta dipende dal sintomo del momento, e una scatola aperta due anni fa raramente è ancora quella adatta.

  • Un antipiretico e antidolorifico nella forma adatta a chi vive in casa, più un antinfiammatorio.
  • Soluzione fisiologica monodose, utile per naso, occhi e ferite.
  • Garze sterili, cerotti di due misure, benda elastica, disinfettante non colorato.
  • Un termometro affidabile, forbici e pinzette.
  • Sali per la reidratazione orale, soprattutto con bambini o anziani in casa.
  • I farmaci di emergenza prescritti dal medico, con la data di scadenza controllata.

L’errore più comune è l’accumulo: avanzi di antibiotici tenuti «per la prossima volta», confezioni aperte da anni, blister senza scatola e quindi senza lotto, scadenza né foglietto. Le confezioni si tengono intere, con il foglietto illustrativo, e una revisione due volte l’anno basta per eliminare ciò che è scaduto o aperto da troppo tempo: i colliri durano in genere quattro settimane dall’apertura, gli sciroppi hanno tempi indicati sulla confezione.

La conservazione richiede un luogo fresco, asciutto, buio e fuori dalla portata dei bambini: il bagno è il posto peggiore, perché umidità e sbalzi di temperatura degradano i principi attivi anche prima della scadenza. I medicinali scaduti non vanno nei rifiuti domestici né nello scarico, ma negli appositi contenitori presenti in farmacia.

Kit da viaggio

Oltre alle terapie personali — da portare nel bagaglio a mano, in confezione originale, con una copia della prescrizione per i viaggi lunghi — un kit ragionevole comprende sali reidratanti, un antidiarroico, un antistaminico, protezione solare, repellente per insetti e cerotti per vesciche. Per alcune destinazioni servono profilassi specifiche e vaccinazioni, che si pianificano settimane prima della partenza presso un ambulatorio di medicina dei viaggi: farmaci come la clorochina hanno indicazioni geografiche precise e non si improvvisano. Chi parte con terapie anticoagulanti, insulina o farmaci refrigerati deve prevedere il trasporto a temperatura controllata.

Marcatura CE, taratura e scontrino parlante

Un misuratore di pressione, un termometro e un saturimetro non sono elettronica di consumo: sono dispositivi medici, e la differenza si vede in confezione. La marcatura CE seguita da un numero a quattro cifre indica che un organismo notificato ha verificato il prodotto; una marcatura CE senza quel numero vale per un tostapane, non per un apparecchio che misura la pressione. Lo stesso vale per l’uso: un saturimetro venduto come accessorio sportivo non è validato per uso clinico, anche quando l’aspetto è identico.

Gli apparecchi di misura perdono accuratezza con il tempo e con gli urti. Un misuratore di pressione va controllato ogni due anni circa, portandolo alla visita e confrontandolo con lo strumento dell’ambulatorio: se la differenza supera i cinque millimetri di mercurio, va sostituito o ricalibrato dal produttore. Il bracciale si consuma prima dell’apparecchio e si sostituisce separatamente.

Un’ultima cosa riguarda la spesa. Dispositivi medici, farmaci e prestazioni sanitarie sono detraibili nella dichiarazione dei redditi, ma solo se lo scontrino riporta codice fiscale di chi acquista, natura e quantità del prodotto: è il cosiddetto scontrino parlante, e va chiesto al momento del pagamento, perché dopo non si può più emettere. Per i dispositivi serve che la detraibilità risulti dalla documentazione, quindi conviene conservare anche la confezione con la marcatura.

Domande ricorrenti

Il termometro a infrarossi è affidabile?

Lo è se usato come previsto dal costruttore: distanza corretta, fronte asciutta, nessuna fonte di calore o freddo appena prima. È comodo per seguire l’andamento della febbre in un bambino. Quando il valore decide qualcosa — una visita, una terapia — il riferimento resta la misurazione ascellare o rettale con un termometro digitale a contatto.

Quando il saturimetro da dito non è attendibile?

Con smalto scuro o unghie ricostruite, con le mani fredde, in caso di tremore o di circolazione periferica ridotta, e con valori molto bassi, dove la precisione dei modelli domestici peggiora. Un numero rassicurante in presenza di affanno importante non va preso per buono: conta come sta la persona.

I medicinali si possono tenere in bagno?

Il bagno è il posto peggiore della casa: umidità e sbalzi di temperatura degradano compresse e cerotti più in fretta di quanto si immagini. Serve un posto asciutto, fresco, al buio e fuori dalla portata dei bambini; in frigorifero vanno solo i prodotti per cui è scritto, e mai nel congelatore.

Si possono tagliare le compresse a metà?

Solo quando c’è la linea di frattura e il foglietto non lo vieta. Le compresse a rilascio modificato, quelle gastroresistenti e le capsule non si dividono: tagliarle libera tutta la dose in una volta. Nel dubbio la domanda al farmacista costa un minuto, e spesso esiste lo stesso medicinale in un dosaggio inferiore.

Dove si buttano i medicinali scaduti?

Nei contenitori appositi presso le farmacie, non nel bagno né nell’indifferenziato: i principi attivi finiscono nelle acque. Si conferisce il medicinale; scatola di cartone e foglietto vanno nella carta. Gli aghi e le siringhe seguono le regole dei rifiuti taglienti del proprio comune.

Le indicazioni sulla misurazione domiciliare della pressione arteriosa e sull’affidabilità dei dispositivi sono trattate dall’Istituto Superiore di Sanità.