Vie respiratorie
Il reparto più affollato della farmacia da ottobre a marzo, e quello in cui si sbaglia prodotto più spesso.
Il primo bivio non è fra marche ma fra tipi di tosse. Una tosse secca, che irrita e non porta nulla, si tratta con un sedativo; una tosse grassa, che muove catarro, con un mucolitico o un espettorante. Usare un sedativo su una tosse produttiva significa trattenere in bronchi già congestionati quello che il corpo sta cercando di espellere: è il classico errore che allunga un raffreddore invece di accorciarlo.
Il raffreddore e l’antibiotico
Il raffreddore comune è causato da virus, e nessun antibiotico agisce sui virus. L’uso di antibiotici in queste situazioni non accorcia la malattia di un giorno e contribuisce all’antibiotico-resistenza, che in Italia ha numeri fra i peggiori d’Europa. L’antibiotico ha senso quando c’è un sospetto fondato di infezione batterica, e quel giudizio spetta al medico: le schede della categoria antibiotici servono a capire che cosa è stato prescritto, non a decidere di prenderlo.
Raffreddore, influenza o allergia
Tre quadri diversi vengono trattati con gli stessi prodotti da banco, e due volte su tre è la ragione per cui non funzionano. Distinguerli richiede due informazioni: quanto rapidamente è iniziato e se c’è febbre.
| Raffreddore | Influenza | Allergia | |
|---|---|---|---|
| Esordio | Graduale, un sintomo per volta | Improvviso, in poche ore | Con l’esposizione |
| Febbre | Assente o lieve | Alta, con dolori muscolari | Mai |
| Naso | Chiuso, muco denso | Secondario | Acquoso, starnuti a salve |
| Occhi | Non coinvolti | Bruciore aspecifico | Prurito e lacrime |
| Durata | 7-10 giorni | 3-5 giorni di febbre | Quanto l’esposizione |
Il prurito è il segno che orienta più di ogni altro: naso e occhi che prudono indicano una reazione allergica, e in quel caso un antistaminico risolve dove un decongestionante dà solo un sollievo di ore. Le schede si trovano nella categoria allergie e respirazione.
Naso chiuso: spray, lavaggi e il limite dei cinque giorni
I decongestionanti nasali funzionano bene e in fretta, ma hanno una scadenza d’uso precisa. Oltre quattro o cinque giorni consecutivi provocano la cosiddetta rinite da rimbalzo: la mucosa si gonfia appena l’effetto svanisce e la sensazione di naso chiuso diventa dipendente dallo spray. Le soluzioni saline ipertoniche non hanno questo limite e sono l’opzione sensata per i giorni successivi e per i bambini piccoli, nei quali i decongestionanti vasocostrittori sono controindicati.
Mal di gola: quando è solo irritazione
Pastiglie emollienti, spray con anestetici locali e gargarismi agiscono sul sintomo. Sono adeguati quando il dolore è moderato, non c’è febbre alta e non ci sono placche. Febbre sopra i 38,5 gradi, linfonodi del collo ingrossati e dolorosi, placche sulle tonsille e assenza di tosse sono invece il quadro che fa sospettare una faringotonsillite batterica: lì serve una visita, eventualmente con tampone rapido.
Asma e broncospasmo: una categoria a parte
Chi convive con l’asma non tratta un sintomo stagionale ma una condizione cronica, con una terapia impostata dallo pneumologo. Il broncodilatatore a rapida azione serve al bisogno e non sostituisce la terapia di fondo; se il ricorso al salbutamolo diventa quotidiano, significa che il controllo della malattia è insufficiente e la terapia va rivista. Le schede di salbutamolo spray e salbutamolo si trovano nella categoria allergie e respirazione.
Come va un raffreddore e quando cambia quadro
Una rinite virale segue un andamento riconoscibile: peggiora per due o tre giorni, resta stabile per altri due, poi migliora. Il muco cambia colore nel mezzo del percorso e quel cambiamento non indica un’infezione batterica, al contrario di quanto si crede: il verde dipende dagli enzimi dei globuli bianchi, non dal tipo di germe. Il segnale che conta non è il colore, è la direzione: sintomi che migliorano e poi peggiorano di nuovo dopo il quinto o sesto giorno.
- Difficoltà a respirare, respiro sibilante o fame d’aria, soprattutto se compare a riposo.
- Febbre che dura più di tre giorni o che risale dopo essere scesa.
- Dolore concentrato su uno zigomo o intorno a un occhio.
- Tosse che supera le tre settimane, soprattutto in un fumatore.
- Espettorato con sangue.
- Dolore al torace che peggiora con il respiro profondo.
- Un bambino piccolo che smette di alimentarsi.
Per i bambini sotto i due anni e per chi ha una malattia respiratoria cronica la soglia si abbassa: conviene chiedere prima, non dopo. Le tossi che durano mesi hanno cause specifiche — reflusso, gocciolamento retronasale, alcuni farmaci per la pressione — che nessun sedativo risolve.
Bambini: che cosa non si usa
Sotto i due anni i sedativi della tosse e i decongestionanti non si somministrano, e fra i due e i sei anni restano sconsigliati: il rapporto fra beneficio e rischio è sfavorevole e sono descritti effetti avversi seri. Quello che funziona è più banale e più efficace: lavaggi nasali con soluzione fisiologica, idratazione, aria non troppo secca.
Il miele, a partire dall’anno di età, ha mostrato negli studi un effetto sulla tosse notturna paragonabile a quello di alcuni sedativi da banco. Sotto i dodici mesi è controindicato per il rischio di botulismo infantile.
Che cosa chiedere al banco
Tre domande cambiano la scelta più di qualsiasi scaffale. La prima riguarda la terapia in corso: molti prodotti per il raffreddore contengono pseudoefedrina, incompatibile con alcuni antipertensivi e sconsigliata in chi ha problemi cardiaci o glaucoma. La seconda riguarda il tipo di tosse, perché un sedativo su una tosse produttiva impedisce di liberare le vie aeree. La terza riguarda il paracetamolo nascosto: molte bustine lo contengono già, e sommarle a una compressa assunta per la febbre porta facilmente a superare la dose massima giornaliera.
Domande che arrivano al banco
Il catarro giallo o verde vuol dire che serve l’antibiotico?
No. Il colore dipende dai globuli bianchi che intervengono anche nelle infezioni virali, e dopo qualche giorno di raffreddore comune il muco cambia aspetto da solo. Quello che fa sospettare un’infezione batterica è l’andamento: febbre che ritorna dopo essere passata, dolore localizzato a un seno paranasale o a un orecchio, sintomi che peggiorano dopo il decimo giorno invece di attenuarsi.
Si possono usare insieme un sedativo della tosse e un mucolitico?
È l’associazione che ha meno senso di tutte: uno fluidifica il catarro per farlo salire, l’altro spegne il riflesso che serve a espellerlo. Se la tosse è grassa di giorno e disturba il sonno di notte, si usa il mucolitico nelle ore diurne e si lascia la sera libera, senza sommare i due prodotti.
Vitamina C, zinco ed echinacea accorciano il raffreddore?
Sulla vitamina C assunta a raffreddore già iniziato i dati non mostrano un effetto; sullo zinco esistono studi che indicano una riduzione della durata di circa un giorno, a dosi che danno spesso nausea e sapore metallico. L’echinacea ha risultati discordanti. Nessuno dei tre cambia il decorso in modo apprezzabile, e nessuno sostituisce i lavaggi nasali e il riposo.
I suffumigi e l’aerosol con fisiologica servono davvero?
Servono a fluidificare le secrezioni e a dare sollievo meccanico, non a curare l’infezione. Il vapore caldo va tenuto lontano dal viso dei bambini per il rischio di ustione. L’aerosol con sola soluzione fisiologica è utile sul naso; per i bronchi ha senso solo se il medico ha prescritto un farmaco da nebulizzare.
Per quanti giorni si è contagiosi con un raffreddore?
La carica virale è più alta nelle prime quarantott’ore, quando spesso i sintomi sono ancora vaghi, e si riduce molto dopo cinque o sei giorni. La tosse residua può durare settimane senza essere contagiosa: è l’irritazione della mucosa che si risolve lentamente.
L’andamento settimanale della circolazione dei virus respiratori in Italia è pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità sul portale EpiCentro.