Catalogo di parafarmacia
Tredici aree, costruite sul modo in cui le persone descrivono un problema: «mi brucia lo stomaco», non «inibitori di pompa protonica».
Le categorie di questo catalogo non seguono la classificazione farmaceutica ma il modo in cui le persone raccontano un disturbo al banco. Chi entra in farmacia dice che gli lacrimano gli occhi, che il bambino si gratta la testa, che dopo cena non digerisce: parte dal corpo, non dal principio attivo. Le tredici aree sono costruite su quel linguaggio.
Dentro ogni area convivono cose diverse per natura e per regole: medicinali senza obbligo di ricetta, dispositivi medici, prodotti cosmetici, integratori alimentari. Non sono sinonimi. Un medicinale ha un’indicazione terapeutica autorizzata da AIFA; un integratore non cura nulla e per legge non può dichiarare di farlo; un dispositivo agisce con un meccanismo fisico, non farmacologico. Le schede tengono separate queste categorie, perché è la differenza che determina che cosa è lecito aspettarsi da un prodotto.
Come leggere un’etichetta in trenta secondi
Su una confezione di parafarmacia le informazioni che contano sono poche e stanno sempre negli stessi punti. La dicitura che dichiara la natura del prodotto — medicinale, dispositivo medico, integratore alimentare, cosmetico — è obbligatoria e si trova in genere sul fronte o sul lato: è la prima cosa da guardare, perché stabilisce che cosa il produttore ha il diritto di promettere.
Subito dopo viene la composizione. Nei medicinali il principio attivo è indicato con la denominazione comune e la quantità per unità di dose; negli integratori compaiono gli ingredienti con il contenuto per porzione giornaliera; nei cosmetici l’elenco INCI segue l’ordine decrescente di concentrazione, e quello che sta dopo il quinto o sesto posto è di solito presente in quantità trascurabile.
Infine la destinazione d’uso e le avvertenze: età minima, durata massima dell’uso senza consultare un medico, condizioni in cui il prodotto non va usato. Sono le righe che più spesso si saltano e quelle che più spesso spiegano perché un prodotto non ha funzionato.
Perché due prodotti identici costano diversamente
Nella stessa area si trovano spesso due confezioni con lo stesso principio attivo e lo stesso dosaggio a prezzi molto distanti. Nei medicinali senza obbligo di ricetta il prezzo è stabilito liberamente dall’esercizio e la differenza riflette la notorietà del marchio, non l’efficacia. Negli integratori la variabilità è ancora maggiore, perché non esistono vincoli di prezzo né obblighi di bioequivalenza.
Il confronto utile si fa sempre sul contenuto per unità di dose e sul numero di dosi per confezione, non sul prezzo della scatola. È lo stesso ragionamento che vale nella farmacia online fra specialità di marca ed equivalenti.
Quando l’area giusta non basta
Molti disturbi che sembrano da banco diventano da medico quando cambiano durata o intensità. Una tosse di tre giorni e una tosse di tre settimane sono due cose diverse; un bruciore di stomaco occasionale e uno quotidiano da due mesi anche. Ogni area segnala i casi in cui conviene fermarsi e chiedere, invece di provare un altro prodotto.
Quando invece serve un medicinale su prescrizione, il percorso è quello della farmacia online: scheda del farmaco, ricetta elettronica, verifica del farmacista e consegna.
Quanto durano i prodotti dopo l’apertura
La data stampata sulla confezione vale a confezione integra. Dopo l’apertura molti prodotti hanno una vita più breve, e il dato è indicato sul foglietto o sul contenitore con il simbolo del barattolo aperto seguito da un numero di mesi.
| Prodotto | Dopo l’apertura |
|---|---|
| Colliri multidose | In genere 4 settimane |
| Colliri monodose | Si gettano subito dopo l’uso |
| Sciroppi e sospensioni | Dalle 2 alle 8 settimane, secondo la formulazione |
| Spray nasali | Da 1 a 6 mesi secondo il prodotto |
| Creme in vasetto | Più brevi di quelle in tubo, per la contaminazione da contatto |
| Soluzioni per aerosol monodose | Si usano subito, non si conservano aperte |
Scrivere la data di apertura sulla confezione con un pennarello è l’accorgimento più semplice e quello che evita la maggior parte dei dubbi sei mesi dopo.
Come si confrontano due prodotti simili
Il prezzo della scatola dice poco. Il confronto utile si fa su tre numeri: la quantità di principio attivo o di ingrediente funzionale per singola dose, il numero di dosi contenute nella confezione e il costo che ne risulta per dose. Due sciroppi con lo stesso nome commerciale possono avere concentrazioni diverse, pensate per adulti o per bambini, e non sono intercambiabili.
Il secondo criterio è la forma: compressa, bustina, spray, gel. Cambia la velocità di assorbimento, cambia la praticità e cambia l’idoneità alla persona. Il terzo è ciò che c’è oltre l’attivo: una bustina effervescente contiene sodio, un prodotto per la tosse può contenere zucchero rilevante per chi ha il diabete, un collirio multidose contiene conservanti.
Chi ha bisogno di un’attenzione in più
In gravidanza e durante l’allattamento nessun prodotto, nemmeno da banco o a base di erbe, va assunto senza verifica. Nei bambini la dose si calcola sul peso e dimezzare una compressa da adulto è un errore, non un’approssimazione accettabile. Negli anziani con più terapie in corso il rischio non è il singolo prodotto ma la somma: antinfiammatori e anticoagulanti, sedativi da banco e farmaci per il sonno, integratori che interferiscono con l’assorbimento di altre molecole.
In tutti questi casi il passaggio dal farmacista, con l’elenco completo di ciò che si assume, vale più di qualsiasi ricerca sul nome del prodotto.
Domande su questo catalogo
Uno stesso prodotto può comparire in due aree diverse?
Sì, e succede spesso: un antistaminico serve sia per gli occhi che per il naso, un emolliente compare fra i prodotti per la cute e fra quelli per le mani. Le aree sono porte d’ingresso, non caselle esclusive, quindi non c’è un’area sbagliata da cui partire.
Le aree corrispondono ai reparti di una farmacia?
No. I reparti seguono la classificazione dei prodotti, queste aree seguono il modo in cui le persone descrivono un disturbo: si parte dalla parte del corpo. È il motivo per cui integratori, dispositivi e cosmetici convivono nella stessa area quando rispondono alla stessa esigenza.
Qui si trovano anche i medicinali con ricetta?
No: questo catalogo raccoglie prodotti da banco, dispositivi, cosmetici e integratori. Le schede dei medicinali, compresi quelli soggetti a prescrizione, stanno nella sezione della farmacia online, e per quelli serve il numero della ricetta elettronica.
I prezzi indicati sono quelli finali?
Servono a capire l’ordine di grandezza. Il prezzo che si paga è quello praticato dalla farmacia o dall’esercizio convenzionato che prepara l’ordine, più il costo del servizio di consegna, e per i prodotti non medicinali ogni esercizio applica il proprio listino.
Per sapere se un prodotto è un medicinale autorizzato, con quale indicazione e in quale regime di vendita, il riferimento è l’Agenzia Italiana del Farmaco, che pubblica i foglietti illustrativi vigenti.
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